IMMENSI.
Li invidio, con affetto. Li ammiro. Li stimo. Talento puro, vero, genuino. Creativi e cinici al punto giusto. Pungenti e ironici quanto basta. Intelligenti e comunicativamente vincenti.
Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi sono tutto questo. Due ragazzi di 26 anni, come tanti e come molti che sognano ad occhi aperti, senza freni e frizioni. Pigiano sull’acceleratore, sgommano, inseguono il proprio obiettivo, percorrono la propria strada…insieme, fianco a fianco, supportandosi, spronandosi l’uno con l’altro. Sono due amici prima di tutto, accomunati dalle stesse passioni, e attraverso le loro doti stanno capendo che ce la si può fare, che se si crede dei proprio mezzi si può esultare e realizzarsi. Loro lo stanno facendo a suon di viral video (trailer satirici) sulla politica italiana, attualità, sociale, lavoro attraverso la parola e l’immagine, la scrittura, l’inventiva, lo stile, il gusto.
Realizzano tutto loro, dallo script, passando ai costumi, alla post produzione. Caricano tutto in rete e il resto è condivisione a botta di visualizzazioni e tam tam sul web.
In questo momento stanno collaborando con Sabina Guzzanti (attenta da sempre ai giovani talenti sul web) al programma “Un due tre stella” su LA7. 8 puntate (è appena terminata la sesta) in cui Giuseppe e Giancarlo hanno realizzato 8 trailer viral. Ecco i primi sei già online.
Ne seguiranno altri due e chissà cosa ci attenderà.
Vera e pura comunicazione politica, scanzonata, satirica, reale.
Ridiamo del reale, non ridiamo del paradossale. E’ davvero così, sono stereotipi, siamo stereotipi.
Li invdio, come ho scritto all’inizio, perché hanno un fuoco dentro, hanno avuto coraggio, partendo dal basso, unendo le forze e le teste, meritandosi attenzione e credibilità, visualizzazione su visualizzazione, entrando nella case di tutti noi con improvvisa turbolenza, sconvolgendo del tutto un linguaggio e mostrandoci qualcosa di nuovo.
Non sono simili ai video di Maccio Capatonda, al massimo uno spin-off. Maccio è trash puro, qui siamo di fronte a ben altro, c’è una costruzione, un messaggio, una storia tra le storie. Due materani che arrivano a Roma e che dallo studio matto per gli esami di università e dai momenti di cazzeggio hanno fatto nascere gioelli come questi qui.
Li invidio perché hanno saputo farlo, hanno scommesso, investito, ci hanno creduto, cosa che io e i miei amici non siamo riusciti mai a fare, accecati dal nostro ego, contrastati dai nostri caratteri e pugnalati dal non ascolto, dalla presunzione e dalla individualità. Ognuno per la propria strada e in bocca lupo a loro (ai miei amici), a me. Mi mangio le mani.
Li ammiro perché hanno le palle, hanno la faccia da culo (in senso buono) e questo li porterà lontano, diversamente da altri.
Capaci di estrarre dal cilindro parole che ti toccano e ti rimangono in testa come un ritornello musicale che ti risuona sempre, senza lasciarti…di sapere scegliere e saper prendere la direzione opposta a quella, forse, indicata da altri.
Capaci di comunicare, di essere vivi e orgogliosi di essere ITALIANI.
Capaci di trattare tematiche difficili e sensibili, perché la strada è la vera palestra di vita.
Capaci di strappare le catene e nuotare controcorrente.
In culo a tutti quelli che dicono che noi giovani siamo dei caproni, scanzafatiche, senza sale in zucca.
Chiedetelo a Giancarlo e Giuseppe, chissà il giorno dopo non vi regalino un trailer in cui capre parlanti si ritrovano al timone di questa vecchia e stanca Italia, piegata su se stessa.
Forza ragazzi.